Negli ultimi anni ho lavorato a due progetti fotografici a cui tengo molto. Questi percorsi per immagini rappresentano fasi importanti della mia “vita fotografica”.
Per oltre un decennio ho ragionato per singole immagini o per micro-progetti legati al mondo dei social network.
Durante la pandemia del 2020 ho iniziato a rivedere questo approccio ispirandomi ai grandi maestri come McCurry e soprattutto Salgado e spostando la mia mentalità verso lavori di lungo periodo strutturati, con fotografie correlate tra di loro nel tempo e nello spazio.
Così ho scoperto il piacere di scattare senza fretta e senza costrizioni ma col solo “obbligo” di essere coerente con l’idea e il messaggio del progetto, svincolandomi da formati prestabiliti, cadenze di pubblicazione e soprattutto dall’ansia costante di dover piacere ad un determinato pubblico.
Ogni scatto è frutto di un'osservazione attenta e di una ricerca profonda, proporre un'esperienza visiva che invita il pubblico a riflettere e a connettersi emotivamente con le immagini.